Condividi l'articolo RIDURRE la SPESA PUBBLICA. INIZIARE la RIVOLUZIONE LIBERALE!: CONSIGLI SU COME RIDURRE LA SPESA PUBBLICA. QUALCUNO HA LA MAIL DEL PRESI ...
CONFCONTRIBUENTI PIEMONTE
& UNIONE PER LE LIBERTA'
"I governi diventano liberali quando vi sono costretti dai cittadini " (Ludwig von Mises)
"Uguali nelle opportunità, diversi nelle aspirazioni, liberi nelle scelte".
CONSIGLI SU COME RIDURRE LA SPESA PUBBLICA.
QUALCUNO HA LA MAIL DEL PRESIDENTE del CONSIGLIO Sen. Mario MONTI?
Modesti Consigli, non richisesti, su come ridurre la spesa.
Oltre alle proposte di Stella apparse sul Corriere e al suo cavallo di battaglia della vendita del patrimonio pubblico, si possono fare alcune ipotesi di buon senso, almeno a me cosìpare:
Privatizzazione della Rai; oggi ci costa 1.900 milioni (bilancio 2010,http://www.impresaefficace.it/2011/11/02/analisi-di-bilancio-rai-e-mediaset/)
Privatizzazione delle poste e delle ferrovie;
Privatizzazione di Enel e Eni; abbiamo i costi energetici piu’ alti d’Europa, non credo che si vada a peggiorare;
Privatizzazione di Finmeccanica;
Accorpamento dei vari corpi di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza;
Trasferimento dei compiti della protezione civile (e taglio del budget) all’esercito, e rientro delle missioni all'estero nonstrettamente indispensabili;
Aumento delle tariffe di concessione alle società di gestione di autostrade e per le frequenze televisive;
Eliminazione dei contributi ai giornali, alle imprese, alle cooperative;
Eliminazione delle agevolazioni fiscali a partiti, coperative, giornali di partito/associazioni;
ICI/IMU anche a carico della Chisesa per gli immobili utilizzati prevalentemnete a fini commericiali;
taglio del 50% dei parlamentari e delle auto blu;
Unificare PRA e Motorizzazione civile: migliore gestione del personale, e meno sprechi di tempo da parte degli utenti;
Semplificazione Amministrativa: AUTOCERTIFICAZIONE, DO YOU REMEMBER?
Sulle tasse, invece che continuare ad aggiungere adempimenti alle imprese, costosi e farraginosi e implementare uno stato di controllo estremo, con l presunzione che chi fa impresa è un evasore salvo dimostrazione contraria, la piccola evasione si potrebbe combattere con una tassazione fissa, per chi apre attività con un volume di affari inferiore a 500.000 euro, con un meccanismo simile a quello degli studi di settore; chi ha partita iva paga un tanto al mese con importo determinato a priori dall’agenzia delle entrate e possibilità di concordare importi diversi; nessun controllo, nessun adempimento (salvo pagare), possibilità di pianificare le tasse per le imprese e garanzia che tutte le partite iva e le piccole imprese pagano tasse; su quelle piu’ grandi si paga in base al bilancio, con un controllo periodico da parte dell’agenzia delle entrate e della finanza.
I risparmi cosi’ ottenuti andrebbero a riduzione del debito, i risparmi sugli interessi andrebbero a riduzione delle tasse...
Inutile ricordare, e chiudo, che l’Italia e’ al 51simo posto nella competitivita’ mondiale grazie ad un bassissimo uso dell’innovazione nei processi produttivi e distributivi e l’utilizzo della tecnologia per la semplificazione del modo nel quale le catene del valore funzionano.
Quindi sarebbe bene dare un colpo di acelleratore all'Innovazione, in ogni settore, ad iniziare dalla P.A. e dai rapporti tra di essa e noi Cittadini.
UN'ALTRA ITALIA E' POSSIBILE, NOI CI CREDIAMO.
LOTTA CON NOI
Unione per le Libertà